PERCORSI PER LA FACILITAZIONE DELLE RELAZIONI

Ri-educazione emotiva e affettiva

per creare relazioni più armoniose


PERCORSI INDIVIDUALI


Siamo, prima di tutto il resto, genitori di noi stessi: ci auto generiamo in continuazione. 
Da come ci relazioniamo con noi stessi dipende il modo in cui ci portiamo nelle relazioni con       gli altri.

 L'energia per avere buoni rapporti deriva anche dall'intensità di relazione con il proprio genitore omologo (dello stesso sesso del figlio); per la figlia l'energia femminile e tutte le sue qualità crescono nel rapporto con la madre, per il figlio l'energia maschile e tutti i relativi aspetti si sviluppano nel rapporto con il padre. 

Osservare e riconoscere queste peculiarità rende attuabile evolvere, riscoprire le proprie capacità e il proprio valore, vedere i problemi come opportunità di crescita e creare finali inediti a storie già conosciute.


Attraverso il percorso è possibile:

- dedicare a se stessi benevolenza, anzichè giudicarsi o essere vincolati all'idea che "gli altri hanno di me"; imparare a dare assenso a se stessi anzichè cercare consenso dagli altri.

 

-  interrompere la propensione a reagire alle situazioni con la stessa ripetitiva modalità acquisita, per dare voce al proprio vero sentire, trovare risposte nuove a problemi vecchi e affrontare in modo diverso le occasioni che la vita propone. 


- trasformare le credenze su se stessi che risultano condizionanti e bloccanti, lasciar andare ciò che non fa più bene, per esprimersi e agire superando il senso di colpa o di inferiorità. 


- fare pace con la storia di cui si è figli e sviluppare un maggiore potere personale, in quanto sentirsi radicati aiuta a diventare se stessi, a realizzare i propri bisogni evolutivi. 

 
- ri-trovare fiducia nelle proprie risorse, nella speranza di decidere della propria vita, nella capacità di accogliere ciò che non si può cambiare, senza sentirsi disorientati.


- sviluppare abilità di auto osservazione e auto ascolto nel qui e ora per promuovere il processo di auto espressione e auto realizzazione, per contattare il proprio guaritore interno.

 

- smettere di definirsi attraverso i propri errori, comprendere le lezioni che da questi è possibile imparare e portarsi a testa alta nel presente.

PERCORSI DI COPPIA


Si lavora per la comprensione dei bisogni e per il superamento dei problemi, individuando soluzioni alle difficoltà interne alla coppia. 
Per imparare a capirsi, rispettarsi, trovare un punto d'incontro; per vivere al meglio l'intimità, la condivisione emotiva, i progetti, le scelte; per riuscire a comunicare all'altro le proprie necessità e desideri e capire i suoi.

Gli incontri di counseling aiutano a decifrare le dinamiche interne alla coppia che portano alle incomprensioni e alla crisi, in modo da scardinarle e crearne di più appropriate, per riattivare e potenziare risorse sia personali che di coppia. Così da non riproporre i vecchi schemi che ostacolano il cambiamento e minano la relazione.  


Attraverso il percorso è possibile: 

- comprendere se è realizzabile, e come, riconnettersi al partner.


- trasformare i punti sensibili collegati alla rabbia, alla delusione, a ciò che si percepisce come non risolto.


- perdonare, riavvicinarsi emotivamente e fisicamente.


-  attraversare assieme momenti difficili e attuare delle scelte con nuovi strumenti a disposizione.  


- quando inevitabile, lasciarsi senza farsi male.


Il Counseling vede la crisi come un processo evolutivo.


PERCORSI FAMILIARI


L'amore tra genitori e figli da solo non basta, risulta fondamentale il modo in cui i genitori si relazionano con i figli quando le emozioni vissute sono intense. 

Con i loro comportamenti, i figli, sono la spia che si accende all'interno del sistema familiare per evidenziare che qualcosa di non funzionale sta accadendo e ha bisogno di essere riconosciuto e armonizzato

 La cosa che un figlio vuole più di ogni altra è che il genitore sia felice. I figli sono fedeli alla felicità o all'infelicità dei propri genitori, ovvero tendono a ripetere i loro modelli.

Il lavoro a cui è chiamato un genitore è sviluppare presenza e consapevolezza, prima di tutto      verso di sé, poi nella coppia,                    poi verso i figli. 

Come può un genitore insegnare ai figli a vivere ciò che lui stesso non sa vivere? Non può. Il primo incontro necessario è, quindi, con se stesso. Così da acquisire le capacità emotive e le conoscenze da trasmettere ai figli non solo a parole, ma soprattutto con il proprio esempio.


 Attraverso il percorso è possibile:

- comprendere le reali richieste emotive nascoste nei conflitti e nei disagi che si sviluppano all'interno della famiglia, e imparare come gestirle.


- sviluppare una comunicazione pacifica.


- supportare i figli nella crescita, attraverso il giusto equilibrio tra regole e cuore.


- educarsi ed educare all'affettività e all'empatia per divenire completamente umani, per essere profondamente vivi.


- ri-alfabetizzazione emotiva: riconoscere, nominare e vivere le proprie emozioni senza divenirne preda in modo da riuscire ad essere il contenitore emotivo dei figli, all'interno del quale essi possano imparare a comprendere ed esprimere i loro stati d'animo e i loro vissuti.

LE SOFFERENZE FAMIGLIARI, COME GLI ANELLI DI UNA CATENA, SI RIPETONO DI  GENERAZIONE IN GENERAZIONE, FINCHÉ UN DISCENDENTE ACQUISTA CONSAPEVOLEZZA E TRASFORMA LA SUA MALEDIZIONE IN UNA BENEDIZIONE Alejandro Jodorowsky